sopra glaciali, candide distese
A me, a chi ho amato e a chi non mi ha mai amato, a tutti coloro che soffrono.
Ed è quell’ala nera
che t’insegue e poi scende
a riempire di notte
ogni tuo passo incerto.
Ascolta, già si sente,
ora credo che il mare
porterà il suo respiro,
spezzerà con le voci
questo silenzio amaro;
le voci mai perdute
come una dolce brezza
sfioreranno il tuo viso.
Ascolta, sta arrivando,
ora credo che il mare
porterà il suo respiro.
© Pietro Sassi
Gacela del amor imprevisto 
Nadie comprendìa el perfume
de la oscura magnolia de tu vientre.
Nadie sabìa que martirizabas
un colibrì de amor entre los dientes.
Mil caballitos persas se dormìan
en la plaza con luna de tu frente,
mientras que yo enlazaba cuatro noches
tu cintura, enemiga de la nieve.
Entre yeso y jazmines, tu mirada
era un pàlido ramo de simientes.
Yo busqué, para darte, por mi pecho
las letras de marfil que dicen siempre,
siempre, siempre: jardìn de mi agonìa,
tu cuerpo fugitivo para siempre,
la sangre de tus venas en mi boca,
tu boca ya sin luz para mi muerte.
***
Gazzella dell'amore imprevisto
Nessuno capiva il profumo
dell'oscura magnolia del tuo ventre.
Nessuno sapeva che martirizzavi
un colibrì d'amore fra i tuoi denti.
Mille cavallini persiani dormivano
sulla piazza con la luna della tua fronte,
mentre per quattro notti io stringevo
la tua vita, nemica della neve.
Fra gesso e gelsomini, il tuo sguardo
era un pallido ramo di sementi.
Cercai, per darti, nel mio cuore
le lettere d'avorio che dicono sempre,
sempre, sempre: giardino della mia agonia,
il tuo corpo fuggitivo per sempre,
il sangue delle tue vene nella mia bocca,
la tua bocca senza luce per la mia morte.
Federico Garcìa Lorca (Divàn del Tamarit, 1936)


Cerca il perduto nome 
in queste poche righe
d’inutili parole:
posso soltanto offrirti
la rosa del ricordo.
Una prigione oscura,
violata dai riflessi
d’una luce lontana,
è la mia sola casa,
vile rifugio antico.
Volo azzurro improvviso
sei in questi cieli grigi
sull’acqua immota
e fredda di stagnanti
paludi.
Una lanterna rossa
di speranza,
cuore pulsante, vivo
della notte,
sopra la stanza vuota…
A te che mi amerai o mi donerai l'illusione d'essere amato...
© Pietro Sassi


Sabbia tra le mani
a D.
Volevo solo dirti
che mi manchi,
anche se le parole
sono segni,
labili tracce
in uno schermo.
Volevo solo avere
una risposta
ai miei dubbi di sempre,
sapere se il silenzio
è indifferenza
o pensiero nascosto.
Volevo solo amarti
e non ho niente,
ora mi restano
un volto che svanisce
nel ricordo
e sabbia tra le mani.
© Pietro Sassi

© Pietro Sassi

© Pietro Sassi