sopra glaciali, candide distese
Ciechi. Vanno ciechi.
Camminano smarriti,
ignorate figure,
tra invisibili sguardi,
ostilità celate
e falsi occhi pietosi.
Non sanno più la vita
quando divino s’alza
dalla terra bagnata
il suo canto impazzito
d’infiniti richiami.
Ciechi. Vanno ciechi.
Si fermano ormai vinti
sull’ultimo confine.
Si stringono nel tremito
d’una paura antica,
tra le braccia già fredde
del pallido bagliore.
Ultimi. Sono gli ultimi.
Sulle vie del silenzio
si perdono inauditi
i loro passi esausti.
© Pietro Sassi