sopra glaciali, candide distese
Brevi, fluttuanti chiazze
sullo stretto sentiero,
dai rami della notte
si muovono le ombre
di mute epifanie.
C’è un suono che si perde
oltre il fitto intrecciarsi
d’arboree proiezioni,
giù nello spazio aperto
freme d’echi spezzati.
La scelta non è voce
che chiami ad altri scempi,
è l’irriflesso tempo
di un tacito sostare
in incerte esistenze.
© Pietro Sassi
