sopra glaciali, candide distese
Brevi, fluttuanti chiazze
sullo stretto sentiero,
dai rami della notte
si muovono le ombre
di mute epifanie.
C’è un suono che si perde
oltre il fitto intrecciarsi
d’arboree proiezioni,
giù nello spazio aperto
freme d’echi spezzati.
La scelta non è voce
che chiami ad altri scempi,
è l’irriflesso tempo
di un tacito sostare
in incerte esistenze.
© Pietro Sassi


Cerca il perduto nome 
in queste poche righe
d’inutili parole:
posso soltanto offrirti
la rosa del ricordo.
Una prigione oscura,
violata dai riflessi
d’una luce lontana,
è la mia sola casa,
vile rifugio antico.
Volo azzurro improvviso
sei in questi cieli grigi
sull’acqua immota
e fredda di stagnanti
paludi.
Una lanterna rossa
di speranza,
cuore pulsante, vivo
della notte,
sopra la stanza vuota…
A te che mi amerai o mi donerai l'illusione d'essere amato...
© Pietro Sassi