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19/10/2007

Era un giorno d'aprile


Era un giorno d’aprile, ora ricordo,
e l’aria era leggera come quando
il mattino si spoglia a poco a poco
e nudo e chiaro il volto delle cose
si mostra nuovo incanto di scoperta
agli occhi che non hanno più memoria.


Era un giorno d’aprile e non sapevo
che i risvegli di voli, suoni e voci,
screziata luce in festa nei cristalli,
bloccati in sospensione d’ogni moto,
sarebbero rimasti in quell’istante
l’effigie senza tempo della gloria.


Era un giorno d’aprile, ora ricordo
e fra le mani trema un foglio bianco, 
non ricompone il segno i vivi tratti
di chi la terra e il cielo folgorò.
Poi furono gli artigli della notte
a far di meraviglia solo storia.


© Pietro Sassi

postato da: PietroSassi alle ore 19:32 | link | commenti
categorie: poesia, memoria, notte, aprile, ricordo, meraviglia, gloria
10/05/2007

Sostare

Brevi, fluttuanti chiazzesentiero di notte
sullo stretto sentiero,
dai rami della notte
si muovono le ombre
di mute epifanie.


C’è un suono che si perde
oltre il fitto intrecciarsi
d’arboree proiezioni,
giù nello spazio aperto
freme d’echi spezzati.


La scelta non è voce
che chiami ad altri scempi,
è l’irriflesso tempo
di un tacito sostare
in incerte esistenze.


© Pietro Sassi

postato da: PietroSassi alle ore 10:44 | link | commenti (3)
categorie: poesia, silenzio, ombre, luci, epifanie, notte, scelta, sostare
25/11/2006

La notte


Mi sembra che la notte vicoli di notte
porti col suo silenzio
un nascosto segreto.
Si sentono rumori
che nulla più disturba,
ed è ognuno la voce
d’irrivelati sensi.


Stento a credere ancora
a quel fischio lontano,
eppure c’è qualcuno
che il suo tempo ha giocato
con la corsa d’un treno,
tra luci solitarie, improvvise
a svelare un ignoto percorso.


Mi sembra che la notte
restituisca intera
la verità smarrita
tra chiare e nette forme:
la vita che mi chiama
non è grido trionfante,
ma oscuro e lieve soffio.


© Pietro Sassi


postato da: PietroSassi alle ore 12:30 | link | commenti (8)
categorie: poesia, vita, notte
08/09/2006

Olocausto


No, Edvard Munch - Il grido - 1893 tempera su tavola; 83,5 x 66 Oslo, Nasjonalgalleriet
non ho più paura
della notte,
della porta che s’apre
sull’ignoto,
inferno o paradiso,
di questo cieco amore,
di tutto quest’orrore,
no, non ho più timore.


E’ un canto che s’innalza
e poi si perde
tra le case,
nei vicoli in cui giace
il corpo morto e freddo
dell’ultimo ricordo.
Dietro il fantasma
chiaro corre e vibra
della nota stonata,
pianto bambino,
la risata beffarda
del trionfo
per i campi bruciati,
fino a toccare il cielo.


No,
non ho più paura
del muto, silenzioso,
errante desiderio.
La colonna di fuoco,
urlo di sangue e d’odio,
d’amore e di perdono,
brucia l’oscuro, denso
fiume di carne e luce
dell’ultima mia notte,
nell’estremo olocausto
all’impietrito dio.


© Pietro Sassi
postato da: PietroSassi alle ore 09:31 | link | commenti (2)
categorie: poesia, amore, odio, sangue, paura, notte, desiderio, perdono, olocausto
22/08/2006

Il perduto nome

Cerca il perduto nome lanterna
in queste poche righe
d’inutili parole:
posso soltanto offrirti
la rosa del ricordo.


Una prigione oscura,
violata dai riflessi
d’una luce lontana,
è la mia sola casa,
vile rifugio antico.


Volo azzurro improvviso
sei in questi cieli grigi
sull’acqua immota
e fredda di stagnanti
paludi.


Una lanterna rossa
di speranza,
cuore pulsante, vivo
della notte,
sopra la stanza vuota… 

                                               
            A te che mi amerai o mi donerai l'illusione d'essere amato...


© Pietro Sassi

postato da: PietroSassi alle ore 17:52 | link | commenti (4)
categorie: poesia, amore, notte, nome, ricordo, prigione, lanterna rossa