sopra glaciali, candide distese
Cerca il perduto nome 
in queste poche righe
d’inutili parole:
posso soltanto offrirti
la rosa del ricordo.
Una prigione oscura,
violata dai riflessi
d’una luce lontana,
è la mia sola casa,
vile rifugio antico.
Volo azzurro improvviso
sei in questi cieli grigi
sull’acqua immota
e fredda di stagnanti
paludi.
Una lanterna rossa
di speranza,
cuore pulsante, vivo
della notte,
sopra la stanza vuota…
A te che mi amerai o mi donerai l'illusione d'essere amato...
© Pietro Sassi
