sopra glaciali, candide distese
Nessuno vi ha parlato,
ma forse lo sapete,
sono arrivate voci
che confuse dicevano,
nessuno vi ha parlato
di quel piccolo uomo
che il suo peso trascina
su strade sempre uguali.
A volte quando è chiara
la notte e sembra dolce
per ognuno che vive,
e il mormorare calmo
della riva lontana
canta parole antiche
di volti ritrovati,
sul ponte dei ricordi
poggia la sua stanchezza
e fantasie estenuate.
Alza la testa e guarda,
fissa i disegni strani
che quella luce bianca
forma sull’acqua scura;
e nell’ultima scena
per lui ci sarà un dio
che con braccia di vento
e preghiere di sale
il suo vestito d’ombra
inerme accoglierà.
© Pietro Sassi
E poi nulla di te,
come di cieli aperti
sanno i miei sguardi bassi,
eppure tu ci sei
oltre il freddo dei ferri,
oltre impronte sfocate
di un immobile scatto;
eppure sopra di me
continuano a girare,
lentamente a ruotare
implacabili spazi
di silente purezza.
© Pietro Sassi

Il cielo
Mi diceva: “Guarda...”,
mi diceva: “Il cielo...”,
non so dove il ricordo
si confonda ad un sogno,
eppure c’è qualcosa
che brilla come un vetro
colpito d’improvviso
da un raggio solitario.
E’ notte ed è tremendo
questo silenzio rotto
dalla pioggia autunnale,
l’azzurro di quel cielo!
Ma dov’era? Non so...
Mi diceva: “Guarda...”,
mi diceva: “Il cielo...”
© Pietro Sassi
Cerca il perduto nome 
in queste poche righe
d’inutili parole:
posso soltanto offrirti
la rosa del ricordo.
Una prigione oscura,
violata dai riflessi
d’una luce lontana,
è la mia sola casa,
vile rifugio antico.
Volo azzurro improvviso
sei in questi cieli grigi
sull’acqua immota
e fredda di stagnanti
paludi.
Una lanterna rossa
di speranza,
cuore pulsante, vivo
della notte,
sopra la stanza vuota…
A te che mi amerai o mi donerai l'illusione d'essere amato...
© Pietro Sassi


Sabbia tra le mani
a D.
Volevo solo dirti
che mi manchi,
anche se le parole
sono segni,
labili tracce
in uno schermo.
Volevo solo avere
una risposta
ai miei dubbi di sempre,
sapere se il silenzio
è indifferenza
o pensiero nascosto.
Volevo solo amarti
e non ho niente,
ora mi restano
un volto che svanisce
nel ricordo
e sabbia tra le mani.
© Pietro Sassi