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13/01/2007

Lorca

Gacela del amor imprevisto Federico Garcìa Lorca


Nadie comprendìa el perfume
de la oscura magnolia de tu vientre.
Nadie sabìa que martirizabas
un colibrì de amor entre los dientes.

Mil caballitos persas se dormìan
en la plaza con luna de tu frente,
mientras que yo enlazaba cuatro noches
tu cintura, enemiga de la nieve.

Entre yeso y jazmines, tu mirada
era un pàlido ramo de simientes.
Yo busqué, para darte, por mi pecho
las letras de marfil que dicen siempre,

siempre, siempre
: jardìn de mi agonìa,
tu cuerpo fugitivo para siempre,
la sangre de tus venas en mi boca,
tu boca ya sin luz para mi muerte. 


                   ***

Gazzella dell'amore imprevisto


Nessuno capiva il profumo
dell'oscura magnolia del tuo ventre.
Nessuno sapeva che martirizzavi
un colibrì d'amore fra i tuoi denti.

Mille cavallini persiani dormivano
sulla piazza con la luna della tua fronte,
mentre per quattro notti io stringevo
la tua vita, nemica della neve.

Fra gesso e gelsomini, il tuo sguardo
era un pallido ramo di sementi.
Cercai, per darti, nel mio cuore
le lettere d'avorio che dicono sempre,

sempre, sempre
: giardino della mia agonia,
il tuo corpo fuggitivo per sempre,
il sangue delle tue vene nella mia bocca,
la tua bocca senza luce per la mia morte.


Federico Garcìa Lorca  (Divàn del Tamarit, 1936) 

postato da: PietroSassi alle ore 19:00 | link | commenti (13)
categorie: poesia, amore, lorca, sangue, desiderio, morte
16/11/2006

Idolo

Enrico Grieco



Idolo


E’ come un corpo nudo
disteso sulla terra
con la forza sicura,
impudica e innocente
di un giovane silenzio,
con il respiro caldo
e l’odore insolente,
sincero della vita.


E’ quest’aria violenta
che avvolge e sulla pelle
divampa e mi trascina
nell’abisso del tempo,
è l’inespresso strazio
di un assoluto senso,
di voce che non tace
nel pulsante sconcerto
d’un grumo urlante e cieco.


Scendono fredde ali
da lontani silenzi,
coprono lentamente
idoli sanguinanti.


© Pietro Sassi

postato da: PietroSassi alle ore 10:21 | link | commenti (8)
categorie: poesia, vita, sangue, desiderio, corpo, idolo, visione
08/09/2006

Olocausto


No, Edvard Munch - Il grido - 1893 tempera su tavola; 83,5 x 66 Oslo, Nasjonalgalleriet
non ho più paura
della notte,
della porta che s’apre
sull’ignoto,
inferno o paradiso,
di questo cieco amore,
di tutto quest’orrore,
no, non ho più timore.


E’ un canto che s’innalza
e poi si perde
tra le case,
nei vicoli in cui giace
il corpo morto e freddo
dell’ultimo ricordo.
Dietro il fantasma
chiaro corre e vibra
della nota stonata,
pianto bambino,
la risata beffarda
del trionfo
per i campi bruciati,
fino a toccare il cielo.


No,
non ho più paura
del muto, silenzioso,
errante desiderio.
La colonna di fuoco,
urlo di sangue e d’odio,
d’amore e di perdono,
brucia l’oscuro, denso
fiume di carne e luce
dell’ultima mia notte,
nell’estremo olocausto
all’impietrito dio.


© Pietro Sassi
postato da: PietroSassi alle ore 09:31 | link | commenti (2)
categorie: poesia, amore, odio, sangue, paura, notte, desiderio, perdono, olocausto