sopra glaciali, candide distese
E poi nulla di te,
come di cieli aperti
sanno i miei sguardi bassi,
eppure tu ci sei
oltre il freddo dei ferri,
oltre impronte sfocate
di un immobile scatto;
eppure sopra di me
continuano a girare,
lentamente a ruotare
implacabili spazi
di silente purezza.
© Pietro Sassi
Brevi, fluttuanti chiazze
sullo stretto sentiero,
dai rami della notte
si muovono le ombre
di mute epifanie.
C’è un suono che si perde
oltre il fitto intrecciarsi
d’arboree proiezioni,
giù nello spazio aperto
freme d’echi spezzati.
La scelta non è voce
che chiami ad altri scempi,
è l’irriflesso tempo
di un tacito sostare
in incerte esistenze.
© Pietro Sassi