E ora dove sei 
nella corsa del giorno,
chiara ombra di luna?
Io sono sempre qui
a immaginare ancora
qualcosa che non c’è…
Camminerai lontano
sulla via che non so,
sarai felice quando
stringerai quella mano.
Si aprirà un nuovo cielo,
luce sulla tua fronte,
ad accogliere amico
il volo senza fine
del tuo respiro calmo.
Ho dentro mille vite:
svaniscono leggere
in forme senza senso,
rincorrersi nell’aria
di bianche scie di fumo,
fuoco che brucia vano,
distrugge e più non scalda.
Tempo che fugge via,
strappa le ore e i giorni,
esplode senza suono
la domanda inesausta.
Mi ritrovo bambino
ad inseguire cieco,
folle, pazzo d’amore,
il vento che sconvolge
le mie terre segrete,
canto che non si spegne
di ciò che più non sono.
Credevo fossi tu
quel canto che tornava:
vivere il mio non tempo
col tempo dei tuoi anni,
credevo di riuscirvi
seguendo i tuoi silenzi…
Ora vorrei soltanto,
dietro il velo che scende,
vedere illuminarsi
per un complice sguardo
i tuoi occhi lontani,
gli occhi che non avrò.
© Pietro Sassi